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testo di Giovanni Annoni, foto di Nicolò Sajeva

revisione scientifica, dei testi e fotografie

di Massimo Iannella

Alghe_su_roccia_lavicaQuesto articolo tratterà, spero in maniera esaustiva  e chiara, di come intervenire in una vasca utilizzando il perossido di idrogeno (H2O2) ,comunemente chiamato acqua ossigenata, per contrastare e in alcuni casi debellare l’avanzata delle alghe in acquario. A molti appassionati questa sembrerà una metodica empirica, invece non e’ cosi. Da anni ormai viene utilizzato questo metodo con una certa efficacia e alcune controindicazioni:  infatti se e’ vero che i vantaggi sono molteplici è anche vero che non rispettando una metodologia precisa di intervento rigorosa possiamo arrecare danni sia a pesci/invertebrati che alle stesse piante. Ora ammettendo che nella vasca in questione siano presenti alghe di vari tipi, io consiglio sempre di cercare di capire la causa del problema che sicuramente sarà da ricercare in una cattiva conduzione dell’acquario e non concentrarsi solamente sull’eliminazione dell’effetto (le alghe) che si determina da cause ben precise. Le alghe sono ‘’ vegetali ‘’ primordiali che occupano praticamente ogni ecosistema, acquatico e non presente sul pianeta terra, non essendo nemiche dell’uomo svolgono compiti fondamentali di depurazione delle acque e di supporto nutritivo per molti organismi, ma agli occhi di un acquariofilo sono cosa alquanto sgradevole nonché indicazione chiara di valori non corretti.Ribadisco che la presenza contenuta e minima di alcune tipologie di alghe e’ normale in ogni vasca e che sono sintomo del buon andamento della stessa rappresentando però per alcuni gruppi di questi vegetali, in caso di eccessiva invasione, inquinamento più o meno intenso di quella colonna d’acqua proprio come succede in natura con fenomeni ormai noti di “eutrofizzazione” nei mari a causa dei fosfati riversati dai centri abitati provenienti dall’uso massiccio (soprattutto negli anni precedenti) di detersivi.

La metodologia che spiegherò non va presa come una panacea, infatti questo metodo purtroppo non è totalmente efficace contro tutti i tipi di alghe ma riservato solo ad alcune. Per prima cosa è necessario analizzare l’acqua della vasca e controllare in particolar modo i seguenti valori :

LUCE= il fotoperiodo non dovrebbe essere maggiore di  8 ore escluse le vasche di coltivazione HI-TECH che ospitano piante particolarmente esigenti;

NO3=  quantità di  nitrati maggiori di 20mg/l tendono a favorire la crescita algale spontaneamente se non presente una copertura vegetale di almeno l’80% del volume dell’acqua;

PO4= quantità di fosfati intorno a 1 mg/l  associati con nitrati alti sono un fattore altamente predisponente considerando che in natura le concentrazioni di questo elemento sfiorano i 0,02mg/lt (in acque non inquinate);

FE2+= quantità di questo elemento superiori a 0,1 mg/l  di solito accelerano la crescita delle alghe. Spesso la concentrazione di Fe può risultare a zero per molteplici motivi, soprattutto perché molti test non lo rilevano ma in realtà è presente in quantità massicce sotto forme chelate o legate al DOC rendendosi disponibile per “foto riduzione”;

Altri elementi quali KH ,GH e PH sono meno importanti ma è bene che non subiscano fluttuazioni quindi vi consiglio di monitorarli in modo da avere una visione dell’andamento della vasca più precisa.

Tutti sappiamo che il prodotto che andremo ad utilizzare viene commercializzato come disinfettante ed in effetti è uno dei migliori che abbiamo a disposizione oltre a quelli chirurgici: l’acqua ossigenata , immessa in vasca segue la seguente reazione chimica :

2 H2O2 --> 2 H2O + O2

Questo significa che alla fine del processo non avremmo nulla di più che acqua pura e ossigeno puro, rappresentando un grosso vantaggio perché con questi due elementi , se le dosi iniziali saranno corrette,  è difficile fare danni.

Da varie prove effettuate si può garantire l’efficacia del trattamento al 90% se utilizzato per combattere le seguenti tipologie di alghe:

FILAMENTOSE VERDI

FILAMENTOSE MARRONI

ALGHE NERE A PENNELLO (BBA)

CIANOBATTERI

Mentre il trattamento, per mia esperienza, e’ perfettamente inutile nel caso di invasione di alghe verdi unicellulari(fioriture algali).

Per eseguire il trattamento è necessario il seguente materiale:

H2O2 a 10 volumi (3%);

Una siringa sterile.

Per prima cosa è fondamentale  il calcolo esatto dei millilitri di H2O2 necessari considerando un rapporto iniziale di 0,3 ml di H2O2  in un 1 litro di H2O della vasca .Se l’acquario fosse da 100 litrisi inseriranno 30 ml di Perossido di Idrogeno da distribuire in piccole dosi evitando l’immissione del quantitativo calcolato in un’unica somministrazione.

A questo punto potete scegliere, a seconda della gravità della vasca e quantità di alghe, due metodologie: esiste il metodo “hot spot”e il metodo generale, Il primo si esegue quando le alghe sono in presenza ridotta oppure sono concentrate solo in un punto della vasca, particolarmente indicato per le BBA, il secondo si utilizza quando la vasca e’ invasa da alghe filamentose e BBA.

IL METODO HOT SPOT, I PASSI DA SEGUIRE

- spegnere il filtro;

- rispettando la dose specificata sopra (0,3ml-H2O2/lt di H2O)si spruzza l’acqua ossigenata molto  lentamente tramite la siringa sulle zone colpite soffermandosi per non più di due secondi;Attendere almeno 30-45 minuti e poi procedere ad un cambio dell’acqua del 10 %; Questo trattamento sulle alghe brune a pennello (BBA) e’ fenomenale. Dopo circa  5 ore le alghe diventano completamente rosse e dopo circa 24 ore completamente bianche per poi svanire nelle successive  48 ore.

IL METODO GENERALE, I PASSI DA SEGUIRE

Questo sistema e’ da preferire quando la presenza di filamentose verdi o marroni e’ massiccia, per attuarlo correttamente bisogna intervenire a tappe:

-giorno 1: somministrazione della dose di 0,3ml-H2O2/lt di H2O, attendere 30-45 minuti e poi cambiare il 15 % dell’acqua;

-giorno 2: somministrazione della dose identica a sopra, aspettare 30-45 minuti e poi cambio 15 % + aspirazione delle alghe;

-giorno 3:somministrazione della dose identica a sopra, aspettare 30-45 minuti e poi cambio 15 % + aspirazione.

Di norma dopo il terzo giorno si notano già dei miglioramenti. Dopo il primo giorno le alghe sono più fluttuanti spinte dalla corrente della pompa/filtro. Dopo il secondo giorno hanno un aspetto che ricorda la gelatina  (questo e’ il momento di eseguire, prima della successiva somministrazione  di H2O2, un aspirazione di tutte quelle alghe che riusciamo a togliere durante il cambio dell’acqua del 15% ). Alla fine del terzo trattamento gran parte delle alghe  e’ stata distrutta/aspirata. Ci sono dei casi in cui anche dopo il terzo giorno non si intravedono grossi miglioramenti. A tal proposito bisogna interrompere la somministrazione di Perossido di Idrogeno per almeno 2-3 giorni per poi riprenderla da capo.Questo perché dobbiamo dare modo alle piante di riprendersi dallo shock dovuto alla potente ossidazione subita a livello delle pareti cellulari (H2O2 e’ un forte danneggiatore delle membrane delle cellule, provoca uno “stress ossidativo”). Trascorsi due tre giorni si può ripartire con un altro ciclo che quasi sicuramente andrà a buon fine.

APPROFONDIMENTI

Ci sono degli accorgimenti che possono migliorare notevolmente il risultato ottenuto con il trattamento , nonché la ripresa vegetativa delle piante presenti in vasca.  Ho verificato che anche se spesso viene indicata una concentrazione massima di 0,4 ml/l (H2O2/H20) questa dose spesso non crea nessun danno agli abitanti (quindi mi sento di consigliarla in quei casi in cui la concentrazione di 0,3 ml/lt non abbia avuto effetto), notando però a volte un leggero fervore nei pesci dovuto al fatto che il H2O2 e’ irritante per occhi e branchie. Altro accorgimento utile e’ quello di sospendere la fertilizzazione in colonna durante il trattamento e durante la settimana successiva allo stesso perché le piante non sono in grado di assimilare i nutrienti, oltre al fatto che il potere ossidante dell’ossigeno libero degraderebbe gran parte delle sostanze nutritive soprattutto il ferro. Al contrario, alla fine del trattamento, soprattutto se si e’ giunti al secondo ciclo, e’ conveniente inserire delle pasticche/tabs da fondo direttamente vicino alle radici delle piante, questo perche se e’ vero che le foglie e i fusti delle piante sono debilitati, le radici al contrario sono perfettamente sane e quindi un buon apporto di sostanze nutritive non puo’ che migliorare la ripresa post intervento. Un'altra importante nota riguarda il tempo di maturazione della vasca, ho notato che in vasche allestite da anni poiché il fondo ha accumulato grosse quantità di materiale organico le concentrazioni (sempre e solo se la prima dose di 0,3 ml/l non ha funzionato) possono essere aumentate anche fino 0,5-0,7 ml/l perché gran parte del potere ossidante dell’acqua ossigenata viene neutralizzato dal fondo stesso. Chiaramente a queste concentrazioni non si può trattare la vasca senza costante controllo ma bisogna monitorare tutto con molta accuratezza e bisogna essere pronti ad intervenire con un massiccio cambio d’acqua nel caso in cui i pesci/invertebrati incomincino a presentare spiacevoli segni. Con queste dosi un ulteriore consiglio e quello di rimuovere dopo i 30 minuti le bollicine di H2O2 che si formano sugli arredi e sul fondo con la mano e di reinserire una dose di batteri nitrificanti in vasca dopo 3 ore circa dal trattamento, poiché  tali dosi intaccano leggermente anche la flora batterica presente nel filtro. Altra nota dolente e’ che molte piante come vallisnerie , egeria densa, cabomba, ceratophyllum demersum , egeria najas risentono notevolmente di questi trattamenti e nella maggioranza dei casi muoiono rovinosamente nei giorni seguenti. Al contrario ho testato personalmente la resistenza di piante come Fissidens fontanus, Eriocaulon sp. 'Type 2', Eriocaulon sp. ' Australia', Pogostemon helferi, Criptocoryne sp., Echinodorus  sp.  ed  Higrophyla sp.. Nella mia vasca avevo anche caridine red cherry  e Neritine zebra che non ne hanno risentito assolutamente, unico neo le femmine di red  cherry con le uova le hanno perse. Purtroppo non ho avuto la possibilità di testare altre specie di caridine ne altre specie di piante.


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