Share on Facebook

Andrea_ongaro_11_allestimento_acquario_rareaquaticplants

Frontblog_maggio10_copyAllestire un acquario è un'operazione di rilevante importanza, poichè richiede la massima espressione creativa e gioca ruolo determinate sul risultato finale che si vuole ottenere. Personalmente dedico molto tempo alla fase di allestimento: studio delle proporzioni da tenere in considerazione e di conseguenza la scelta dei materiali; a tal proposito è bene ricordare come in realtà siano gli arredi a dettare le regole e non noi: un legno puó essere disposto in posizioni diverse, ma esiste una soluzione ideale che molte volte non coincide con quella che avevamo in mente a priori. Questa non è una regola assoluta, ovvio, ma è decisamente condizionata dalla quantità di materiale che il negoziante di fiducia ci mette a disposizione. A me capita spesso di avere un’idea di partenza che viene stravolta dalla scelta degli arredi, ma questo non implica il fatto che la nuova soluzione debba essere per forza qualitativamente inferiore. In sintesi gli arredi sono un pò il fulcro attorno ai quali viene materializzato il layout. Per esemplificare il tutto vado a presentarvi un lavoro realizzato presso il negozio Zoolandia di San Daniele del Friuli in compagnia degli amici Riccardo ed Elena che gentilmente hanno messo a disposizione una vasca da 60 e tutto il materiale per l’allestimento, mentre le bellissime piante sono state gentilmente offerte da Massimo Iannella. L’allestimento che seguirà è stato concepito utilizzando materiali facilmente reperibili in commercio in modo da renderlo il più possibile alla portata di tutti e, soprattutto, per illustrare come talvolta non sia indispensabile avere materiali di particolare pregio per realizzare dei bei layout.


Andrea_ongaro_1_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Partiamo dalla vasca: si tratta di una semplice vasca aperta di misure 60x30x36 cm, a mio parere un’ottima soluzione di partenza per l’acquariofilo neofita.

 

Andrea_ongaro_2_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

L’illuminazione è stata affidata ad una comunissima plafoniera dotata di 2 neon t5 da 24W. Le lampade di serie hanno una gradazione di 10000K. La composizione del fondo è molto importante: deve consentire prima di tutto una buona circolazione dell’acqua ed in particolare dell’ossigeno, fondamentale per la vita batterica e di conseguenza per la radicazione delle piante. I problemi di compattamento si presentano principalmente quando vengono usate terre allofane, le quali, con il passare del tempo tendono a sgretolarsi e quindi formare una sorta di fango. Questo problema è meno comune quando si usano fondi quarziferi. Per questo allestimento useremo una terra, quindi per ovviare il problema sopra citato abbiamo sparso sul fondo del Master gravel Wave, un prodotto grossolano di origine vulcanica costituito da frammenti piuttosto porosi, ottimi per l’insediamento dei batteri che non a caso siamo andati ad aggiungere successivamente; Nel nostro caso abbiamo usato degli ADA bacter ball, ma vanno benissimo tutti i batteri in forma liofilizzata. Un dettaglio che tengo molto far notare è come abbiamo tenuto il materiale leggermente distante dai vetri. Questo accorgimento ha finalità estetica, vale in particolare per vasche che non hanno una cornice alla base, ed ha lo scopo di evitare che si vedano i materiali usati per il fondo in diversi strati.

 

Andrea_ongaro_3_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Successivamente abbiamo inserito il fondo fertile. Si tratta nello specifico del Tropica plant substrate, un prodotto che fin ora ha dato discreti risultati. Anche in questo caso vale la regola estetica sopra citata. Un consiglio riguardante nello specifico questo fondo è quello di mescolarlo, almeno in parte, alla terra poiché tende con il tempo ad assumere una consistenza argillosa e se deposto come singolo strato è possibile influisca negativamente sugli scambi gassosi.

 

Andrea_ongaro_4_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Come substrato abbiamo deciso di utilizzare una comunissima terra allofana commerciale, marca Blubios, che viene proposta in 2 granulometrie diverse, una piú grossa (in foto, diametro 3-4 mm) e una piú fine (1,5-2mm), che vedremo successivamente. E’ importantissimo a livello estetico che il fondo non sia piano, ma che abbia una discreta pendenza: questo serve per conferire maggiore profondità al layout. Lo spessore della terra in primo piano e sul fondo varia ovviamente in rapporto all’altezza della vasca. Per l’acquario in questione abbiamo utilizzato uno spessore di circa 3 cm in primo piano e 6-7 cm sul fondo.

 

Andrea_ongaro_5_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Passiamo quindi alla prova del legno. E’ importantissimo fare delle prove anche prima di passare all’allestimento vero e proprio. In questo caso il legno non lasciava spazio a molte alternative quindi abbiamo considerato l’idea di un layout a triangolo, che per quanto scontato possa essere, concede sempre molto margine nella scelta delle piante.

 

Andrea_ongaro_6_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Prima di inserire tutti gli arredi abbiamo inserito circa un 1 cm di terra fine ottenendo alla fine uno spessore di 4 cm in primo piano e circa 7 sul fondo. Questa, oltre ad avere una granulometria più uniforme ed essere quindi esteticamente più gradevole, permette una migliore piantumazione di specie molto esili come Hemianthus callitrichoides. Una nota a riguardo: la foto purtroppo non è molto chiara, ma osservando attentamente si puó scorgere come in primo piano non si notino i due strati differenti, bensí a contatto con il vetro anteriore c’è solamente la terra fine. Questo dettaglio estetico è sicuramente gradevole e di semplice realizzazione, basta disporre la terra a granulometria grossolana leggermente sotto il limite della cornice e poi coprire con la terra più fine.

 

Andrea_ongaro_7_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Prima di inserire il legno è consigliato legare il muschio. Le modalità sono numerose e basta navigare sul web per sbizzarrirsi. Solitamente io uso del filo di cotone, che con il tempo di degrada, per specie come Vesicularia montagnei e Taxiphyllum barberi i quali hanno capacità di aderire autonomamente ai supporti, mentre per altre specie come ad esempio Vesicularia ferrei uso filo di cotone e nylon il quale tende a degradarsi più difficilmente. L’importante è NON lesinare con il filo, cercando di fare aderire quanto più muschio possibile al supporto. Solitamente faccio una legatura incrociata, iniziando quindi in una direzione e poi retrocedendo in una contraria. Alla fine unisco con un doppio nodo le due estremità ed il lavoro è fatto.

 

Andrea_ongaro_8_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Una volta scelta la disposizione del legno è bene infossarlo tanto da renderlo stabile. Questo aiuterà molto quando in futuro si andrà a fare la manutenzione ordinaria dove, volente o nolente, si andrà a toccarlo. Per quanto riguarda le rocce, abbiamo utilizzato del legno fossile. La scelta non è stata fatta a caso: si tratta di un materiale dalle ottime qualità (non altera i valori dell’acqua) ma che viene sottovalutato, probabilmente perché ritenuto poco adattabile considerato le sue forme apparentemente poco naturali. La disposizione delle pietre non è così canonica come quella di un legno, risultando quindi più complicata. A me piace pensare che tutti gli arredi abbiano una giusta combinazione, un pó come le tessere di un puzzle. Osservando con attenzione ogni pietra si puó scorgere che ha un proprio ruolo all’interno della composizione. Esempio più evidente è il pezzo di roccia posta all’estrema destra: ha una forma allungata e leggermente conica, quindi ottima da inserire in primo piano leggermente orientata verso il legno in modo da aumentare la profondità e allo stesso tempo allo stesso tempo dare continuità ad una visione del layout che altrimenti si sarebbe concentrata tutta sul legno. Per conferire maggiore naturalità (e talvolta per sbarazzarsi di pietre che non hanno molta utilità) è possibile ottenere dei frammenti e disporli alla base dei pezzi più grossi. Questo permette inoltre un miglioramento della prospettiva e una delimitazione degli spazi, nel contempo messi in relazione dal medesimo dettaglio.

 

Questa è la lista delle specie vegetali attualmente inserite nel progetto:

 

Myriophyllum mattogrossense

Echinodorus tenellus

Elatine triandra

Hemianthus callitrichoides

Cryptocoryne wendtii 'Tropica'

Rotala macrandra 'Pointed Leaf'

Rotala macrandra 'Green Narrow Leaf'

Cryptocoryne willisi

 

 

Andrea_ongaro_9_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

La piantumazione si può considerare come fase finale di un allestimento. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice ma non scontata. Non andrò a concentrarmi sulla disposizione delle piante, bensì sulla tecnica di piantumazione. Prima di tutto è bene umidificare bene il fondo utilizzando un nebulizzatore e poi inserire con accortezza dell’acqua, per evitare che vi troviate piante che galleggino una volta riempita la vasca. E’ consigliato inserire la pianta leggermente obliqua in modo che il peso del terriccio la tenga ferma nel momento in cui si va ad estrarre la pinzetta. In foto si può notare come non si dovrebbe fare, anche se in questo particolare caso lo spazio non consentiva molta libertà di movimento. Una volta terminata la piantumazione si passa al riempimento completo ed il lavoro è finito. Il lavoro di allestimento termina qui, passo successivo sarà affrontare in modo corretto la gestione del proprio acquario. Una semplice regola generale a tal proposito, essere costanti, metodici negli interventi di tipo ordinario quali cambi d’acqua, fertilizzazioni e ovviamente, mai avere fretta.

 

Andrea_ongaro_10_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

Andrea_ongaro_11_allestimento_acquario_rareaquaticplants

 

TUTTE LE FOTO E I TESTI SONO DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI ANDREA ONGARO, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO

TUTTO L'ARTICOLO IN OGNI SUA PARTE E' DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI MASSIMO IANNELLA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO