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Premessa di Nicolò Sajeva

L’importanza del fondo in un acquario dedicato principalmente alla coltivazione di piante acquatiche assume un’importanza tale da doverci portare fin da subito a prendere delle scelte ben precise. La tipologia di fondo che adotteremo, dovrà prendere in considerazione diversi aspetti come ad esempio:

  • la tipologia di piante che vorremmo coltivare e relative esigenze;
  • il substrato dovrà possedere una buona areazione (circolazione d’acqua fino agli strati più sottostanti) ed al tempo stesso, una buona superficie di colonizzazione dei ceppi batterici che contribuiranno alla corretta decomposizione della sostanza organica;

In commercio esistono già molteplici tipologie di substrato tutti  molto validi che come tutte le cose, possiedono i propri pregi e i propri difetti. Personalmente  dopo aver provato svariate tipologie di substrati ho voluto sperimentare, sotto l’esperto consiglio di Massimo Iannella - che ha effettuato un lavoro simile qui-, l’abbinamento di alcuni materiali che dovrebbero favorire tutte le prerogative che abbiamo elencato prima.


Descrizione dei Materiali Scelti

Di seguito elencherò i materiali scelti ed utilizzati con le loro relative caratteristiche e proprietà, in relazione alla premessa che ci siamo proposti di ottenere.

Lapillo vulcanico: materiale naturale di origine vulcanica, il quale possiede un’elevata porosità dovuta ai numerosi “micro cunicoli” che si vengono a creare quando la lava raffreddandosi, trattiene dentro sé numerosi spazi d’aria. Questa sua struttura altamente porosa lo rende un materiale altamente indicato da utilizzare come primo strato del suolo; infatti questo materiale oltre ad aiutare la circolazione dell’acqua negli strati più profondi, è anche un ottimo supporto per i molteplici ceppi batterici. Un altro pregio di questo materiale “povero” è la sua generosa granulometria che varia da 1 a 3 cm. Questa caratteristica  aiuta, come abbiamo descritto precedentemente, la circolazione dell’acqua favorendo notevolmente gli scambi gassosi. E’ un materiale che può essere facilmente reperito nei garden center per pochi Euro.

Attivatori batterici: in commercio ne esistono di svariate tipologie e marche. Io ho voluto in particolar modo provare dei batteri liofilizzati in polvere distribuiti dalla SHG. La loro forma con la quale vengono venduti (capsule contenenti una polverina) vi sarà molto utile in fase di allestimento in quanto vi potrà dare del “tempo tecnico” che va dal momento nel quale componete il fondo della vasca al momento effettivo che inserirete le piante e l’acqua. Ricordate che i batteri in polvere non si attivano fin che non vengono a contatto con l’acqua.

Carbone attivo: si può presentare in scaglie o in granuli e nel nostro caso il suo scopo è quello di absorbire le sostanze in eccesso rilasciate dal fondo fertile scelto, che nelle prime fasi d’avvio della vasca, possono favorire la formazione di molteplici tipologie di alghe. Una volta esaurito il potere absorbente del carbone, quest’ultimo rilascerà gradualmente le sostanze attratte a sé in precedenza rendendole così disponibili per le piante. Inoltre una volta diventato “inerte” contribuirà come ulteriore supporto per la colonizzazione dei ceppi batterici.

ADA Aqual soil Mamaya: è costituito da granuli argillosi arricchiti di macro e micro elementi. Essendo una terra allofana deve essere trattata come di consueto, ovvero saturandola gradualmente con costanti ed equilibrati cambi d’acqua in modo da rendere stabile il KH che nei primi periodi tende a scendere velocemente. Una volta terminata questa fase, diventa, in abbinata agli altri materiali qui sopra descritti, un fondo eccezionale, in quanto risulta molto poroso e soffice, substrato ideale per le radici delle piante. La suddetta marca, commercializza tre tipologie di terre allofane, rispettivamente di diverse concentrazioni di sostanze azotate. Ho optato la tipologia Malaya, in quanto non risulta come la sua sorella Amazonia I carica di NH4 che nella fase iniziale della vasca contribuirebbe maggiormente all’insorgenza di alghe.

 

Step by step dell’allestimento

step 1: viene pulita e disinfettata la vasca con della comune lana di vetro, dell’acqua calda, dell’acqua ossigenata ed in fine un goccio d’aceto bianco.

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step 2: si introduce il lapillo vulcanico che precedentemente dovrà essere ben lavato in modo tale che non rilasci più la polvere rossa. Un mio consiglio è quello di lasciarlo asciugare per diversi giorni vicino una fonte di calore in quanto se non introdurrete subito l’acqua nella vasca, il ridotto tasso d’umidità che avrà vi aiuterà nella conservazione dei batteri che introdurrete nello step successivo. Bisogna introdurne fino a ricoprire il fondo della vasca, per uno spessore di 1-2 cm. Per un acquario da 60 l ho utilizzato poco più di 2lt di lapillo. Con le dovute proporzioni si possono calcolare le quantità per tutte le vasche.

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step 3: stendere uniformemente il lapillo aiutandosi con una “paletta” per acquariofila o semplicemente con una “stecca” da imbianchino. Questo strumento reperibile in commercio anche per pochi euro, risulta davvero utile in queste fasi. Nello stendere questo strato bisogna aver cura di lasciare, come si vede dalle immagini, della spazio perimetrale lungo tutti i 4 vetri della vasca. Questa tecnica ha solo fini estetici, in quanto una volta ricoperto questo primo strato, non si vedranno i 2 materiali distinti una volta concluso il lavoro.

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step 4: aprire le capsule batteriche e spolverizzarle sopra tutta l’area della vasca avendo la cura di non ripassare sopra le zone già coperte. Ad ogni modo un eccessivo dosaggio non nuoce nulla ma al contrario velocizzerà il processo di insediamento dei batteri. Indicativamente per sempre la suddetta vasca (60 l) ho utilizzato 4-5 capsule.

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step 5: si procede quindi alla stesura del carbone attivo. Questo basta distribuirlo uniformemente fino a ricoprire gli spazi vuoti che si creano tra un granello e l’altro di lapillo.

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step 6: stendere quindi un primo strato di Aqua Soil Malaya avendo cura di iniziare dai bordi perimetrali fino ricoprire tutto lo strato sottostante di lapillo per uno spessore indicativamente di 1-2 cm.

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step 7:  aiutandosi sempre con l’uso della paletta, livellare il suolo facendo attenzione a creare già da subito un piccolo dislivello tra la parte posteriore e quella inferiore della vasca. Questa tecnica vi aiuterà in fase di progettazione del layout a creare un senso di profondità più accentuato nella composizione generale.

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step 8: iniziare quindi a disporre gli arredi come avrete precedentemente pensato e ideato.

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step 9: una volta definito il layout sarà il momento, in base alle necessità, di aggiungere un ulteriore strato di Aqua Soil Malaya in modo da alzare leggermente il livello del fondo sia nella parte posteriore che inferiore della vasca di almeno rispettivamente 8-9 cm e 4-5 cm. Inoltre sarà possibile creare anche piccoli dislivelli davanti alle composizioni rocciose rendendo ancor più naturale il layout nel suo complesso.

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Vorrei precisare che questo articolo è stato scritto e documentato fotograficamente per informare l’appassionato meno esperto di come si può comporre un ottimo substrato per acquari dedicati alla coltivazione di piante acquatiche senza spendere eccessive cifre. Inoltre questo metodo risulta molto efficace sotto l’aspetto del controllo delle formazioni algali nelle fasi iniziale. Questa tipologia di fondo abbinato ad un buon filtro e un’adeguata massa vegetale è un perfetto sistema che difficilmente permette la formazione di alghe nelle fasi giovanili della vasca.

Step 10: Da questo punto in poi mostro le foto delle fasi successive, riempimento con acqua, piantumazione e altro ancora. L'articolo verrà aggiornato di volta in volta anche sul forum qui.

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TUTTO L'ARTICOLO IN OGNI SUA PARTE E' DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI MASSIMO IANNELLA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO


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