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Bucephalandra sp Batang Ai

di Massimo Iannella

Consulenza Tecnica di Roberto Pellegrini

Premessa di Iannella Massimo

Con questo articolo vorrei fare finalmente chiarezza e dare le corrette indicazioni sulla nomenclatura Botanica delle specie che utilizziamo nel nostro hobby. Tale metodologia è universalmente riconosciuta ed adottata per tutte le piante secondo quanto espresso dal Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN)La nomenclatura delle specie vegetali acquatiche, sia da parte degli appassionati, delle Aziende florovivaistiche di produzione nonchè dei coltivatori privati che raccolgono nuove piante in natura e le diffondono, presenta spesso degli errori anche molto gravi che non rispettano le regole dell’ICBN. Molti appassionati ed esperti del settore, purtroppo in modo frequente e diffuso, identificano arbitrariamente le specie con nomi del tutto inventati e privi di regole creando ancora maggiore confusione e dispersione di informazioni.

L’importanza che è necessario dare a questo tema si pone come pilastro centrale del nostro hobby che è riservato maggiormente alla coltivazione di specie acquatiche: nominare erroneamente le piante vuol dire non comprendere delle procedure obbligatorie per la collocazione tassonomica e non uniformare la nomenclatura avendo successivamente notevoli difficoltà nell’identificare le specie uguali perchè presentano nomi diversi. Oltre a ciò è necessario dire che continuando in questo modo (ormai da anni) si scredita notevolmente il lavoro dei Botanici e scienziati del settore che dedicano anni di studio per l’osservazione e classificazione delle specie vegetali.


Alzare il livello dell’Acquariofilia Italiana rispetto all’estero non voul dire fare solo acquari di successo e avere capacità di mantenimento anche con piante particolarmente difficili, è necessario altresì indicare in modo corretto e consapevole i nomi delle piante per avere maggiore sensibilità verso questi esseri viventi e porci altresì come segnale distintivo e di monito per tutti. Importante quindi sarà dare rilievo assoluto e primario a questo argomento con l’invito da parte mia a tutti gli appassionati, ed in particolar modo ai frequentatori di RareAquaticPlants, a fare maggiore attenzione nella nomenclatura delle specie vegetali adoperando le indicazioni date di seguito. Ovviamente attenersi fin da subito alle regole non sarà facile ma importante è iniziare.

La Nomenclatura Binomia di Linneo

La metodologia di classificazione di Carlo Linneo (1707-1778) si utilizza universalmente per il regno animale, vegetale e dei batteri. E’ “binomia” perchè caratterizzata dall’uso di due parole in latino: la prima, che è sempre il nome del Genere scritta con la lettera iniziale in maiuscolo, è seguita da una seconda, l’epiteto specifico scritto con la lettera iniziale minuscola, che distingue in modo univoco un’entità appartenente allo stesso Genere. La nomenclatura binomia di una specie si scrive in corsivo. Per fare un esempio:

Rotala       rotundifolia

|                 |

genere   epiteto specifico

Rotala rotundifolia = corretto

Rotala Rotundifolia = errato

rotala rotundifolia = errato

Le indicazioni di sottospecie (subsp.), varietà (var.) e forme (f.) vanno indicate in stampatello per avere:

Ludwigia inclinata var. verticillata 'Cuba’

Eriocaulon sp. ‘Goias’

Quando nel testo si scrive per la prima volta il nome della pianta và espresso per esteso (es. Rotala indica), successivamente ove citato, và messo con il genere puntato (es. R. indica).

Patronimico

Quando un nome di una specie presenta come suffisso un nome di una persona o un’abbreviazione vuol dire che si indica chi ha osservato la pianta decidendone il nome:

Eleocharis vivipara Link (1827)

Lobelia cardinalis L. (1753) = L. sta per Linneo e (1753) la data della classificazione

Ludwigia arcuata Walter (1788)

Quando invece come suffisso abbiamo un nome di una persona tra parentesi e poi un altro nome vuol dire che la specie è stata identificata e classificata dal primo ma successivamente ha subito uno spostamento in un altro genere o nel rango tassonomico (es. da specie a sottospecie, comunque mantenendo l’epiteto specifico) dal secondo:

Rotala rotundifolia (Roxburgh) Koehne (1880) = dove (Roxburgh) rappresenta colui che ha identificato e classificato la specie e Koehne lo studioso che ha effettuato lo spostamento.

Gli ibridi

Brevemente possiamo indicare che gli ibridi (incrocio tra due specie diverse o in botanica maggiormente incroci tra popolazioni, razze, cultivar e varietà della setssa specie) ) prendono il primo nome dalla specie che produce semi, il secondo nome da quelle a cui è stato prelevato il polline per impollinare la prima, in mezzo una “x”:

Ludwigia palustris x Ludwigia repens


Cultivar

I Cultivar sono piante selezionate che riescono a mantenere le caratteristiche fenotipiche negli individui ottenuti per riproduzione gamica o agamica per almeno 3-4 generazioni; rientrano in questo gruppo tutte le specie che hanno avuto miglioramento genetico attraverso per es. selezione massale e altri metodi e che sono registrate presso le autorità competenti. L’indicazione del nome viene composta mettendo il nome della specie o solo del genere seguito dal nome della Cultivar, in stampatello e con la prima lettera  maiuscola, compreso tra virgolette semplici:

Echinodorus cordifolius ‘Tropica Marble Queen’

Echinodorus ‘Tropica Marble Queen’

Echinodorus ‘Rosè’

Virgolette semplici o doppie

Il soprannome, le caratteristiche, le locations o altre informazioni relative alla pianta andrebbero messe sempre fra virgolette doppie. Con le piante acquatiche e non solo, questa regola non è mai stata seguita e, anche se ufficialmente non sono registrate o non corrispondono nemmeno a cultivar vere, molti tipi di specie acquatiche sono scritte con le virgolette semplici. Tipo Rotala sp. 'Green' o Bucephalandra sp. ‘Sintang’, che si trovano in certe acquatiche, sarebbero scritte male ma, per consuetudine e convenzionalmente, si possono utilizzare.

Quando non si conosce la specie

Non conoscendo la specie, o dove non siamo sicuri perchè manca documentazione scientifica e la pianta in questione non è ufficialmente classificata, è buona norma, per non creare confusione, mettere il nome del genere seguito da "sp." evitando possibilmente di apporre l’epiteto specifico:

Bucephalandra sp. ‘North Sanggau’ = corretto

Bucephalandra sp. ‘Kedagang’ = corretto

Bucephalandra sp. (Sintang, Kalimantan Occidentale, Indonesia) = corretto

Bucephalandra motleyana ‘North Sanggau’ = non corretto

Bucephalandra motleyana ‘Kedagang’ = non corretto

La Varietà

Spesso nel parlato comune usiamo il termine "varietà" al posto di cultivar creando degli errori. La "varietà" riconosciuta è quella identificata a livello tassomino e descritta. Si riferisce quasi sempre a varianti geografiche o, comunque, trovate e descritte in natura. la varietà, come spesso si intende comunemente al posto di "tipo", è la cultivar, e questa andrebbe sempre scritta fra virgolette semplici (se registrata). Spesso non è possibile sapere se una varietà è registrata davvero o no; ecco perchè, anche nelle piante da giardino, si usano le virgolette semplici anche quando le cultivar non sono registrate.

Esempio pratico: Ludwigia inclinata var. verticillata 'Pantanal' o, ancora meglio Ludwigia inclinata var. verticillata "Pantanal", dove verticillata rappresenta la varietà tassonomica descritta dalla botanica e Pantanal rappresenta la cultivar (ma in realtà rappresenta la località di raccolta, quindi andrebbe scritta fra parentesi o fra virgolette doppie).

Termini e abbreviazioni

Di seguito vengono riportati i termini maggiormente utilizzati e le abbreviazioni:

cf. (o cfr.) = -viene posto per confrontare, in fase di accertamento, la specie in questione con una simile per verificarne l’appartenenza o meno. Per es. Floscopa cf. scandens Lour come descritta in questo articolo da Roberto Pellegrini.

aff. = per indicare affinità, in fase di accertamento, con un’altra specie.

sp. = suffisso per indicare una specie di cui si conosce con esattezza solo il Genere.

subsp. = indica una sottospecie.

spp. = indica tutte le specie di un Genere, es. Eriocaulon spp.

syn = indica un sinonimo relativamente ad una precisa specie.

var. = varietà.

f. = forma.


Bibliografia

- Christel Kasselmann, Piante d'acquario - 1999 Primaris


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