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Premessa di Iannella Massimo

Il presente articolo rappresenta il il primo significativo trattato a riguardo apparso in occidente e potra' quindi rappresentare un utile punto di riferimento per chi volesse cimentarsi nella realizzazione nonchè mantenimento dei Wabikusa sia in emersione che in acquario. I famosi Wabikusa, sono diffusi maggiormente tra i bonsaisti ormai da anni e vengono considerati i Bonsai dei poveri perchè possono essere realizzati con una enorme varietà di piante facilmente reperibili e di costo contenuto. Le specie impiegate spesso sono erbacee che contribuiscono a creare un insieme gradevole quando accostate a piante arbustive come rose selvatiche, pruni, etc., scelte per via dei loro spettacolari fioriture. Mr. Takashi Amano ha realizzato per la prima volta Wabikusa utilizzando piante acquatiche coltivate in emersione al fine di avere composizioni già pronte composte da numerose specie incluse da aggiungere direttamente in acquario senza effettuare interventi di piantumazione a volte complessi e non alla portata di tutti. Il concetto è molto semplice, si fornisce un materiale già precostituito (prodotto nelle apposite serre florovivaistiche) che può essere inserito in vasca e posizionato in base alle piante presenti sul Wabikusa: quelli con specie a stelo vengono posti nella parte posteriore dell'acquario, quelli con piante più basse nell'intermezzo ed infine quelli costituiti da piante come G. elatinoides, H. callitrichoides, etc davanti per formare pratini. La cosa interessante è che non si fa uso di nient'altro, basta aggiungere un leggero strato di ghiaino in quanto i Wabikusa hanno all'interno substrati molti ricchi di sostanze nutritive (es. Ketotsuchi) che soddisfano le esigenze delle piante per lungo tempo. E' bene specificare che anche i Wabikusa di piante acquatiche possono essere utilizzati come arredo nelle abitazioni con la possibilità di vivere all'aperto senza particolari problemi. Basta porre un piattino su cui deve essere sempre presente un velo d'acqua in modo da tenere la sfera di terriccio sempre umida. Tali composizioni sono presenti nella cultura nipponica da vari secoli come per i Bonsai, Ikebana, etc..

La prima prova

Nel 2007 ho effettuato alcune prove di composizione di Wabikusa e devo dire che i risultati sono stati molto buoni. Purtroppo gli scatti effettuati sono stati solo un paio e non posso documentare fotograficamente tutti gli sviluppi. Ho utilizzato materiali semplici come terriccio universale, torba e argilla che purtroppo però non garantiscono una buona coesione se poi i Wabikusa dovessero essere posti in acquario.


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wabi_kusa
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Le prove successive

A distanza di tempo dalla prima esperienza mi sono documentato molto cercando di elaborare le scarsissime informazioni riguardo la creazione dei Wabikusa per acquario, in seguito ho cercato di crearli utilizzando materiali più idonei formandoli nelle misure adatte per l'utilizzo in vasca.


-I materiali

I vari substrati utilizzati vengono miscelati soprattutto in base alla tipologia delle piante che comporranno il Wabikusa ma anche realtivamente al metodo di coltivazione adottato per la crescita degli stessi, se in emersione o sommersione.

-akadama o argilla in grani diametro 2-3mm o in polvere

-ADA Aquasoil Malaya e Amazonia I-II e New

-ketotsuchi (argilla delle risaie estratta a 10mt di profondità)

-terriccio universale (da giardino o per fiori)

-muschio e sfagno secco

-filo di cotone

-nebulizzatore con acqua

-attrezzature da taglio (forbici, pinzette, etc)

-piante acquatiche emerse (obbligatoriamente devono essere di coltura emersa)


-Akadama

E' possibile utilizzare la ben nota akadama in grani (possibilmente <3mm) o in polvere in modo da amalgamarla con l'impasto o metterla addirittura all'interno della palla di Wabikusa per poi richiuderla.

Kokedama_iannella_massimo_akadama


-ADA Aquasoil Malaya, Amazonia I-II e New

Questi substrati vanno utilizzati come descritto per l'akadama, la scelta nell'inserimento degli stessi dovrà essere fatta esclusivamente in base alla tipologia delle specie vegetali acquatiche che comporranno il Wabikusa.

Kokedama_iannella_massimo_amazonia_I

-Ketotsuchi


E' un terriccio molto ricco di sostanze nutritive proveniente dalle risaie ideale per queste composizioni perchè bagnato si modella come pongo e tiene agglomerata la palla senza farla sfaldare quando bagnata o immersa in vasca. La sua reazione acida (ph 5.00 circa) e l'elevata CEC (capacità di scambio cationico) lo rendono un materiale particolare che nel tempo fornisce notevoli benefici all'acquario. Viene utilizzato da anni per la creazione di Bonsai su roccia (spesso conosciuto come "Keto") proprio per le sue caratteristiche di adesione con i materiali su cui è posto e per la enorme capacità di ritenzione idrica. Purtroppo non è facile reperirlo in commercio ed è molto costoso. Al momento dell'impasto è consigliato mettersi dei guanti perchè il ketotsuchi sporca di nero come petrolio.

Kokedama_iannella_massimo_ketotsuchi

-Terriccio universale


Si può utilizzare semplice terriccio da giardino o per piante da fiore per miscelare il Ketotsuchi insieme agli altri materiali descritti in modo da fornire maggiormente elementi nutritvi alle piante. Anche qui la scelta di questo substrato per la creazione del Wabikusa dovrà essere fatta in relazione alle specie utilizzate e alla sua destinazione.

Kokedama_iannella_massimo_terriccio_universale

-Muschio o sfagno secco

L'utilizzo di muschio rende la composizione particolarmente attraente soprattutto per la tipologia di Wabikusa emerso, inoltre mantiene l'umidità interna rallentando l'essiccamento poichè posto all'aria. Nella tecnica orientale si usa molto lo sfagno secco a fibra lunga legandolo con del filo di cotone intorno alla palla; per la costituzione del Wabikusa per acquario ne sconsiglio l'uso scegliendo invece specie adatte alla vita sommersa di comune uso in acquariologia. Ovviamente i muschi scelti dovranno provenire da coltura emersa.

-Filo di cotone

Il filo di cotone si usa per legare il muschio prima di mettere le piante. Particolarmente consigliato quando viene realizzato il Wabikusa per esterno con lo sfagno.

-Attrezzi vari

Vaporizzatore con acqua, forbici, pinzette, etc., sono accessori indispensabili per la realizzazione del Wabikusa.

Kokedama_iannella_massimo_acqua

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-Piante acquatiche emerse

Nella realizzazione del Wabikusa si utilizzano solo piante acquatiche coltivate in emersione perchè queste, una volta piantumate, dovranno emettere radici per tenere maggiormente uniti i substrati che compongono la palla. Inoltre comporre il Wabikusa con specie coltivate in sommersione è impossibile in quanto non resisterebbero assolutamente all'aperto e ponendo altresì la palla in acquario appena creata, si sfalderebbe in breve tempo.

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La realizzazione

Gli step sottostanti mostrano la procedura completa per la creazione di un Wabikusa partendo da un substrato pre-impastato così composto:

- Ketotsuchi 30%

- Polvere di Akadama 30%

- ADA Aquasoil Amazonia I 40% 

Una volta decisa la quantità e la tipologia dei substrati miscelati (in relazione all'uso del Wabikusa ed alle specie utilizzate) si procede all'impasto manuale aggiungendo acqua in modo da amalgamarli e formare la palla. Le dimensioni ideali, che possono variare in base all'uso, sono di circa 5cm di diametro e 2-3cm di altezza per avere un disco schiacciato di forma circolare ottenuto sbattendo ripetutamente l'impasto su un piano rigido (operazione importante anche per eliminare le bolle d'aria all'interno).

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Kokedama_iannella_massimo_palla

Successivamente si scelgono le piante da utilizzare e partendo da quella più alte, quindi a stelo, si piantumano affondandole fino al centro del Wabikusa con l'uso di una buona pinzetta che permette il rilascio della talea senza "tirarla" indietro. È necessario spruzzare frequentemente acqua nebulizzata sia sul Wabikusa che sulle piante in modo da non farle appassire. Nel momento in cui si inseriscono le talee la palla potrebbe rompersi sui lati mostrando spaccature; tale inconveniente si può semplicemente ovviare tenendo l'impasto in mano "rimodellandolo" spesso dopo ogni operazione di piantumazione.

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Kokedama_iannella_massimo_eleocharis_parvula

Dopo questa fase si collocano a seguire le altre specie vegetali come prati o piante da intermezzo cercando di riempire il più possibile la superficie superiore del Wabikusa. In caso si volessero inserire muschi (consiglio l'uso di muschi conosciuti in acquariofilia di forma emersa e non sfagno adatto altresì solo per Wabikusa emersi) si dovranno collocare all'inizio prima di ogni altra specie legandoli opportunamente con numerosi giri di filo di cotone per bloccarli.

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Terminato il Wabikusa si pone in posizione ombreggiata ed umida sopra un vassoio sul quale dovrà essere sempre presente  un velo d'acqua: una volta osservato lo sviluppo di nuovi germogli si può spostare sotto illuminazione più intensa (questo varia in base alla tipologia delle specie presenti) e quando le radici avvolgono adeguatamente tutta la palla, generalmente nel giro di circa 15-30 giorni, il Wabikusa sarà pronto per essere posto in acquario.

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