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Echinodorus_red_flame

Nel nostro hobby capita spesso di scambiarsi piante sotto forma di steli o potature, meglio denominate “talee” per identificare una porzione di stelo costituito da vari nodi ed internodi con foglie, privo di radici per essere piantumano nel substrato dei nostri acquari. Tali steli sono sempre sprovvisti di radici perché trattasi di porzioni provenienti dalla potatura vera e propria delle piante madri che si trovano in acquario o altra coltivazione. Molti di voi hanno dei dubbi sull’attecchimento di queste talee quando si trovano a collocarle in vasca attribuendo scarsi risultati di sopravvivenza perché prive di radici. In realtà le motivazioni sono ben altre. Una talea e in particolar modo quella di una pianta acquatica (ovviamente quando provvista di radici a livello botanico) ha una capacità sorprendente di emettere radici lungo il fusto, sui nodi e sul taglio alla base (che nelle specie terrestri viene effettuato obliquo o in altri modi per stimolare la formazione del callo radicale) anche in pochissimo tempo. Sottolineo, che a differenza di come troppo spesso si crede, è proprio il taglio delle radici che stimola la loro nuova formazione e l’attecchimento generale della pianta nella nuova dimora e non il contrario, cioè quando si collocano questi steli provvisti di radici nel substrato. In questo caso si assiste ad una lenta ripresa vegetativa che si prolunga a volte anche per settimane prima di osservare la formazione di nuovi germogli. Invece nel caso corretto di piantumazione, cioè senza radici, a volte c’è un immediato sviluppo di nuovi germogli e poi la formazione di radici proprio perché con questa tecnica si stimola la formazione di nuovi apparati vegetali. Discorso un po’ diverso risulta per le piante terrestri che in molti casi, quando emettono prima germogli e poi radici, bisogna garantire un’umidità adeguata altrimenti la talea, una volta esaurite tutte le scorte presenti all’interno dello stelo, muore anche a distanza di mesi. Nella fattispecie osserviamo specie come l’olivo e altre piante da frutta con particolare riferimento alle conifere molto ostili ad essere riprodotte in questo modo. Per le nostre essenze acquatiche il discorso cambia perché già si trovano in ambiente favorevole per quanto riguarda l’umidità (in acqua) e perché anche se prive di radici assorbono molti nutrienti attraverso le foglie che sono a contatto, in immersione, nell’acqua fertilizzata dei nostri acquari. In questo modo, in linea generale, ho osservato la formazione di abbozzi radicali anche nell’arco di soli due giorni, in particolare nelle giovani Echinodorus, quando staccate dai steli fiorali e poste in contenitori anche con un dito di acqua. Per le talee normali i tempi sono diversi da specie a specie ma comunque molto veloci, al massimo una settimana. Dopo queste considerazioni di carattere inequivocabile è necessario, una volta acquistati i vasetti ed estratte le piantine, togliere tutta la lana di roccia e tagliare le radici fino al “colletto” (zona intermedia tra il fusto e l’apparato radicale) in modo da ottenere delle talee pronte per essere piantate. In questo modo, rispettando determinati valori in acquario, il successo dell’attecchimento è garantito al 100%. Discorso diverso per le piante particolari come Eriocaulon, Tonine e etc. che spesso sia con e senza radici, una volta piantumate, muoiono lentamente “sciogliendosi”. Questo non è dovuto alla presenza più o meno di radici (che invece negli Eriocaulon ci devono sempre essere) ma alle condizioni dell’acquario, al pH, alla luce, al fondo etc. che non supportano nel modo corretto le elevate esigenze di queste specie.