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Acquario: Wave Poseidon Riviera 80x32x45

Illuminazione: 2x neon T5 39w Philips 865 e Philips 840, 8 ore al giorno

Filtraggio: Askoll Fluval Pratiko 100 caricato con lana perlon, cannolicchi e Seachem Matrix

Substrato: Seachem Flourite, Gravelit Ottavi, Seachem Flourish Tabs

Fertilizzazione: Seachem Flourish, Trace, Excel, Potassium, Nitrogen, Phosphorus, Iron

Anidride Carbonica: 1bolla/sec, diffusore e impianto Askoll Fluval, pH controller Milwaukee SMS 122

Conduzione: cambio settimanale con acqua RO di 20-25 litri

Specie vegetali:

Hygrophila sp. ‘Tiger type I’

Hygrophila polysperma

hygrophila polysperma ‘Rosanervig’

Hygrophila pinnatifida

Eriocaulon sp. ‘Goias’

Rotala rotundifolia

Rotala wallichi

Rotala sp. ‘H'Ra Gia Lai’

Rotala nanjenshan

Polygonum sp. ‘Sao Paulo’

Ludwigia repens 

Glossostigma elatinoides

Vescicularia dubyana

Cryptocorine Wendtii

Alternanthera reinecki ‘Lilacina’

Potamogeton gayi

Egeria densa

Didiplis diandra

Staurogyne repens

Pogostemon erectus

Salvinia natans

Lemna minor

Hydrocotyle leucocephala

Limnobium laevigatum

Specie animali:

Otocinclus spp.

Corydoras habrosus

Apistogramma trifasciata

Planorbarius spp.

Physa spp.

Planorbis spp.

Marisa spp.


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Premessa di Mario Larosa

 

Questa vasca nasce attraverso approfonditi studi e letture scrupolose sul web alla ricerca del maggior numero di informazioni possibili riguardo i materiali utilizzati per questa realizzazione. Tra l’idea e l’allestimento è trascorso un anno periodo in cui acquisivo ulteriore pratica grazie ad un piccolo caridinaio allestito qualche tempo prima. In questo anno ho valutato le varie ipotesi sul tipo di acquario, sullo stile e tecnica; alcune di queste idee sono state superate, mentre altre mi hanno dato solide conferme e restano tutt’ora la base del mio modo di allestire plantacquari.

 

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Descrizione degli accessori e dei materiali utilizzati

 

La vasca, un Wave Poseidon Riviera da 95 litri lordi, l'ho scoperchiata subito dopo l’acquisto, senza dubbio esteticamente e qualitativamente mediocre; l'ho acquistata insieme ad un riscaldatore ed un filtro interno ed entrambi sono stati scartati poiché ero fermamente convinto (e lo sono tuttora) che in acquario la tecnica deve essere meno invasiva (a livello di colpo d’occhio) possibile. La vasca è poggiata sopra ad un tappetino della JBL per evitare un contatto diretto vetro-mobile, e per stabilizzare la stessa. Successivamente ho provveduto ad acquistare un filtro esterno, il Pratiko 100 della Askoll-Fluval, ed un riscaldatore esterno Hydor ETH, che si sono rivelati ottimi. In seguito mi sono munito di una plafoniera di tipo T5 che contiene 2 neon da 39 watt, entrambi Philips, uno da 4000K e l’altro da 6500K; i supporti sono di qualità davvero scadente ed uno si è subito rotto. Il fotoperiodo è di circa 8 ore ma in avvio non superava le 5-6; solo gradualmente l’ho portato sino all’attuale stato. L’ultimo problema riguardava a questo punto l’impianto di erogazione dell’anidride carbonica: artigianale, professionale, con o senza elettrovalvola, timerizzata, etc.. Dopo una serie interminabile di letture raccolte su vari siti italiani e non ho deciso di optare per un impianto professionale, un Askoll (con valvola di non ritorno e annesso contabolle) affiancato da un pHcontroller SMS 122 della Milwaukee con annessa elettrovalvola; il sistema di erogazione che ho scelto ha rappresentato senza dubbio un acquisto oneroso ma che secondo me per un neofita può fare la differenza. Concludono la lista della tecnica un cavo riscaldante Prodac, un termocontroller Haquoss ed un termometro digitale (che in teoria sarebbe inutile, ma lo uso per capire se il controller della temperatura e il sistema di riscaldamento fa il suo dovere). Una volta completata la tecnica restava da sciogliere il nodo riguardante il substrato e il protocollo di fertilizzazione.

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L’annosa questione l’ho risolta utilizzando un substrato composto per i primi 5 cm circa di gravelit (Ottavi) e Seachem Flourite, mentre i restanti cm sono composti da sola Flourite; prendendo poi dei Corydoras, per preservare i loro delicati barbigli, ho deciso di aggiungere 1 cm  scarso di sabbia indiana della Wave che ha un gradevole effetto e tonalità simile alla Flourite. La compattezza della Flourite, buona ma non eccessiva (evitando l’annosa questione anossia), evita che tutto il ghiaino inerte sprofondi dopo un giorno. Per migliorare l’apporto di nutrienti alle piante ho inserito fin da subito delle Flourish Tabs sempre della Seachem; si rivelano fondamentali ad inizio allestimento di acquari molto piantumati di tipoligia “High Tech”, poiché apportano non solo ioni inorganici ma anche elementi amminoacidici e proteici, come inositolo-colina e cobalamina (composti fondamentali nei processi di radicazione e metabolitici). Secondo il mio parere la Flourite Seachem è stata una scelta ottimale vista la qualità del substrato subito pronto che non obbliga a notevoli cambi d’acqua, non ha necessità di essere integrato con altri fondi e possiede presenza equilibrata di elementi minerali. Non ho esitato a scegliere Seachem anche per la fertilizzazione in colonna: protocollo base all’inizio poi a piena illuminazione anche protocollo avanzato (le due cose ci tengo a precisare che non sono necessariamente correlate, ma questa scelta nel mio caso si è rivelata corretta). Inoltre all’inizio ho alternato giorni di fertilizzazione a giorni senza inserimento di nulla in vasca; l’idea era quella di stimolare in maniera equilibrata e prudente lo sviluppo delle piante senza favorire proliferazione algale (che comunque all’inizio, seppur minima, è inevitabile). La fertilizzazione liquida, somministrata per 85 litri netti, l’ho iniziata a dosi ridotte (perché le piante sono in ambientamento e perché per un breve periodo non sono mancate le classiche diatomee e filamentose) e solo tempo dopo l’ho aumentata verificando la stabilizzazione dei valori e della vasca in generale. Riporto lo schema dei dosaggi sotto:

 

Primi 15 giorni:

 

Gg/ml

Excel

Iron

Potassium

Flourish

Phosphorus

Nitrogen

Trace

Lunedì

2

2

2

1

 

 

5

Martedì

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì

2

2

2

1

 

 

 

Giovedì

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì

2

2

2

 

 

 

 

Sabato

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo 15 giorni (per circa 30-40 giorni):

 

Gg/ml

Excel

Iron

Potassium

Flourish

Phosphorus

Nitrogen

Trace

Lunedì

2

2

2

1

2

1

5

Martedì

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì

2

2

2

1

 

 

 

Giovedì

 

 

 

 

 

 

 

Venerdì

2

2

2

 

 

 

 

Sabato

 

 

 

 

 

 

 

 

Attuale:

 

Gg/ml

Excel

Iron

Potassium

Flourish

Phosphorus

Nitrogen

Trace

Lunedì

10

2

 

1,65

1,25

1,25

 

Martedì

2

2

 

 

 

 

5

Mercoledì

2

2

3,3

 

 

 

 

Giovedì

2

2

 

 

1,25

1,25

5

Venerdì

2

2

3,3

 

 

 

 

Sabato

2

2

 

1,65

 

 

 

 

Considerazioni sulla fertilizzazione liquida Seachem

 

Il regime di fertilizzazione in colonna della Seachem è solido e performante, difficilmente delude se ben uniformato alle proprie esigenze. Purtroppo gli interventi di somministrazione dei prodotti sono quotidiani e ciò implica una costanza e dovizia, ma proprio per questo risulta molto versatile perchè è possibile modificarlo in qualsiasi momento adattandolo ad ogni minimo segnale di risposta della vasca; si presta pertanto molto facilmente a sperimentazioni per trovare la giusta quantità di elemento dosato. E’ anche molto tollerante verso dimenticanze o impossibilità nella somministrazione di qualche elemento, magari perché terminato o per sbadataggine. Inoltre è raccomandabile usare i prodotti Seachem solo con quelli della stessa casa visto che si completano ed integrano alla perfezione; solo così pertanto si riuscirà ad addizionare in maniera corretta ogni elemento necessario alla vita delle piante.

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La conduzione

 

Di solito La Domenica intervengo sulla vasca per le manutenzioni di rito: cambi o d’acqua di 20-25 litri solo con RO, ridefinizione parziale del layout, potature, pulizia e taratura (ogni 2 mesi circa) degli strumenti di controllo. Generalmente le potature sono dei ritocchi effettuaticui solo su poche specie per volta; più di rado invece opero tagli massicci per riordinare un layout troppo intricato. Tra l’altro le potature così organizzate mi consentono di vedere in seguito come le piante si adeguano nella ricrescita, modificando il loro colore in meglio o in peggio in base alle condizioni fisiologiche e ambientali. Tutti gli interventi manuali in acquario sono preceduti da queste precauzioni: le mie mani sono sempre sciacquate prima con abbondante acqua e un po’ di sapone, poi con una garza leggermente imbevuta di acqua ossigenata mi pulisco ulteriormente mani e braccia. Anche gli strumenti sono sempre tenuti puliti con abbondante acqua ossigenata. Questo secondo me è un ottima procedura che evita di compromettere il meno possibile il sistema evitando l’introduzione di patogeni esterni. Attualmente i valori dell’acqua sono: Ph 6.30, KH 2, GH 4; Nitrati 0ppm, Nitriti 0ppm, Silicati 0ppm. Non misuro ferro e anidride carbonica poiché sono dell’idea che la quantità necessaria non è fissa bensì variabile di caso in caso, suggerita dalla vasca stessa e dal saper leggere i suoi segnali fisiologici.

 

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Fauna

 

La fauna è stata inserita solo dopo aver verificato l’assenza di NO2: comprende piccole specie di pesci ed invertebrati come Corydoras habrosus, Otocinclus spp., Apistogramma trifasciata, Neocaridina heteropoda ‘Red Cherry’, Neocaridina heteropoda ‘Red Sakura’, Planorbarius spp., Planorbis spp., Physa spp., Marisa spp.. I pesci sono nutriti con verdure sbollentate, liofilizzato e congelato, mentre gli invertebrati si accontentano dei residui vegetali ed organici.


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